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Musicista Colombiano, Il Nuovo Album: The Art of Less – Samuel Torres e La Libertà Del Trio

C’è qualcosa di quasi radicale, nel panorama jazz odierno così carico e complesso, nello scegliere il meno.


Per Samuel Torres — un musicista il cui percorso spazia dalle opere sinfoniche agli arrangiamenti per big band — la scelta di ridurre tutto a tre strumenti in Trio Libre appare meno come un esperimento estetico e più come una svolta personale. Dopo anni di espansione verso l’esterno, si rivolge verso l’interno, limitando il suo linguaggio a pianoforte, vibrafono e congas, e ponendosi una domanda tanto semplice quanto profonda: quanta musica può esistere in così poco?




La risposta, a quanto pare, è che ce n’è parecchia.


Al centro del progetto c’è un trio costruito con grande equilibrio — la pianista Carmen Staaf, il vibrafonista Felipe Fournier e Torres stesso alle congas. La formazione è insolita anche all’interno dei confini flessibili del Latin jazz. Non c’è un basso a sostenere l’armonia in modo tradizionale, né fiati a portare il peso della melodia, né una batteria a definire lo swing nei termini abituali. Al contrario, ogni strumento assume una responsabilità maggiore: il pianoforte si muove tra armonia e ritmo, il vibrafono resta sospeso come un ponte luminoso tra melodia e atmosfera, e le congas — la voce di Torres — diventano insieme battito e racconto.


Quello che emerge non è assenza, ma esposizione.

Torres ha descritto il progetto come una scelta consapevole di allontanarsi dalla “formula” con cui spesso viene costruito il Latin jazz, un genere che si basa su percussioni stratificate, arrangiamenti di fiati e intrecci ritmici complessi. Qui non c’è spazio per nascondersi. Il silenzio diventa struttura. Lo spazio diventa composizione. Ogni nota deve giustificare la propria presenza.


Eppure, l’album non è mai austero. Anzi, Trio Libre risulta più intimo che minimale — più vicino alla musica da camera che a una sessione improvvisata ridotta all’essenziale. Il trio funziona come una conversazione continua, in cui le idee passano con naturalezza da un musicista all’altro. Un tema introdotto al pianoforte può dissolversi nelle risonanze del vibrafono, per poi essere ripreso da una frase sincopata delle congas. L’assenza di una sezione ritmica tradizionale non riduce il movimento: lo ridistribuisce.



Audio cover
Trio Libre: In his latest album, Samuel Torres explores the power of just three instrumentsSamuel Torres

Source: NPR


I riferimenti musicali di Torres rivelano l’ambizione concettuale dietro questa scelta di essenzialità. Si percepiscono echi di Tito Puente — soprattutto nei gesti ritmici che richiamano classici come Oye Como Va — ma qui vengono rielaborati, non semplicemente riprodotti. Il percorso si spinge ancora più indietro, fino alla struttura musicale di Johann Sebastian Bach, il cui pensiero contrappuntistico e il movimento cromatico Torres ha spesso indicato come fonte di ispirazione.


È un accostamento inaspettato, ma molto significativo. La musica di Bach, infatti, si fonda sulla chiarezza — sull’indipendenza delle linee che, pur restando autonome, si uniscono in un insieme coerente. In Trio Libre, Torres sembra inseguire un’idea simile all’interno del Latin jazz: indipendenza ritmica senza frammentazione, ricchezza armonica senza eccesso.


Non mancano momenti di forte vulnerabilità personale. Un brano, dedicato a sua moglie, la violinista Sarah Alden, introduce per la prima volta la voce di Torres in un disco — un gesto sorprendentemente diretto in un progetto così costruito a livello concettuale. Il pezzo funziona come un contrappunto più intimo al rigore dell’album: un promemoria che la sottrazione può essere anche una forma di chiarezza emotiva.


L’uscita dell’album — prevista per il 1° maggio — segna un nuovo capitolo in una carriera che ha sempre evitato definizioni facili. Nato a Bogotá e cresciuto attraverso collaborazioni con artisti come Arturo Sandoval e Chick Corea, Torres si è mosso con naturalezza tra diversi linguaggi, dai ritmi afro-latini al jazz contemporaneo fino alla composizione orchestrale. Ciò che distingue Trio Libre non è una deviazione da questo percorso, ma la sua sintesi.


In un momento culturale in cui spesso si associa la grandezza alla quantità, Torres propone una visione diversa: il limite può diventare una forma di espansione. Riducendo l’ensemble all’essenziale, fa emergere una complessità diversa — non basata sull’accumulo, ma sull’interazione.


Ascoltando con attenzione, il trio smette di sembrare tre strumenti e diventa tre prospettive che ruotano attorno alla stessa idea. Non una riduzione, ma una nuova messa a fuoco.


E forse è proprio questa la provocazione silenziosa al centro di Trio Libre: che la libertà, come suggerisce il titolo, non nasce sempre dall’aggiungere di più — ma dal sapere cosa lasciare andare.



Foto: Musicista Samuel Torres' Instagram

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