Una serata dedicata al Libano a Washington
- Emily Horton

- 5 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min
Per alcune ore, Washington scomparve.
L'elegante residenza dell'Ambasciatore del Libano si trasformò in una porta d'accesso al Mediterraneo orientale, dove la diplomazia incontrava la cultura e dove gli ospiti venivano invitati a scoprire il calore, l'arte e le tradizioni di un Paese che da sempre rappresenta un crocevia tra le civiltà.

L'occasione ha riunito membri della comunità diplomatica, leader culturali, artisti e amici del Libano per una serata dedicata alla celebrazione del patrimonio del Paese e al sostegno della Croce Rossa Libanese attraverso l'iniziativa "Art for Action".
All'arrivo degli ospiti, le conversazioni hanno preso vita sotto i lampadari della residenza e nelle sue eleganti sale di ricevimento. Diplomatici, imprenditori, creativi e ospiti internazionali si sono incontrati degustando vini libanesi e specialità tradizionali, dando vita a quell'atmosfera che caratterizza la migliore diplomazia culturale: costruita non solo sui discorsi, ma soprattutto su autentiche connessioni umane.
Nel corso della serata, il Libano si è raccontato attraverso le sue molteplici espressioni.
L'esibizione di Malikat Al Dabke, una compagnia impegnata nella preservazione delle tradizioni folkloristiche libanesi, ha trasformato l'incontro in una vera celebrazione. I passi ritmati della Dabke, accompagnati dalla musica e dagli applausi, hanno rapidamente coinvolto gli spettatori, trasformandoli in partecipanti. In poco tempo, ospiti provenienti da tutto il mondo si sono ritrovati a imparare i movimenti di una danza che da generazioni unisce le comunità libanesi.


In rappresentanza dell'ambasciata, il Vice Capo Missione Wisdom Boutros ha dato il benvenuto agli ospiti, sottolineando l'importanza del dialogo, della solidarietà e della comprensione interculturale. Le sue parole hanno ricordato come le ambasciate non si limitino a rappresentare i governi, ma svolgano anche il ruolo di custodi della cultura e di ponti tra i popoli.
L'esperienza gastronomica è stata altrettanto memorabile.
Le tavole erano imbandite con alcuni dei piatti più amati della tradizione libanese: cremoso hummus, vivace tabbouleh, croccante fattoush, profumato riso, tenero shish tawook, kafta alla griglia e un assortimento di mezze tradizionali. Ogni portata rifletteva il ricco patrimonio culinario del Paese, dove le influenze del Mediterraneo, del Levante e di secoli di storia si incontrano attorno alla tavola.

La serata si è conclusa con una nota dolce grazie a delicati baklava e alla tradizionale ashta, offrendo agli ospiti un ultimo assaggio della rinomata ospitalità libanese.
Tra le numerose conversazioni della serata vi è stato anche uno scambio con Danielle Moussalli, Addetta Culturale dell'Ambasciata del Libano, che ha condiviso alcuni dettagli sulle prossime iniziative culturali. Tra queste figura Rebirth: 10452 – The Symphony of Lebanon, uno spettacolo che unirà la musica tradizionale libanese all'opera, proseguendo l'impegno dell'ambasciata nel far conoscere a nuovi pubblici il patrimonio artistico del Paese.
Più che un semplice ricevimento, la serata ha dimostrato il potere duraturo della cultura di superare ogni confine. Attraverso la musica, il cibo, l'arte e la conversazione, agli ospiti è stato offerto qualcosa di sempre più raro nel mondo frenetico di oggi: un incontro autentico con l'identità di un'altra nazione.
E per una sera, senza lasciare Washington, si sono ritrovati in Libano.











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